Sì, gli sfondi sono probabilmente la parte più noiosa del disegnare, e ve lo dice una a cui piace disegnare cose difficili! Però la prospettiva non mi piace particolarmente da disegnare... Perchè non è difficile! Come, direte voi, che eresia è questa? Pian piano ci arriviamo. Portate pazienza.
Quindi, senza ulteriori giri di parole, parliamo un po' di come si crea un bello sfondo e cominciamo proprio con un po' di motivazioni.
Perché devo disegnare gli sfondi?
Innanzitutto pensate a un anime o manga, e cercate di mettere la trama in parole... Senza fare riferimenti al luogo, la nazionalità dei protagonisti, e nemmeno al periodo storico. Eliminate ogni traccia che possa darne un'idea.
Facciamo che lo faccio io per voi, che tanto lo so che non ne avreste voglia. Prendiamo K-on. La trama, in breve, è che delle ragazze delle medie salvano il club di musica a corto di membri e imparano insieme a suonare musica pop, esibendosi poi al festival scolastico.
Eliminiamo il riferimento alla scuola, il luogo, e il club, che indica troppo la nazionalità, quindi anche il festival, infine togliamo la musica pop che indica il tempo: ciò che ci resta sono delle ragazze suonano insieme e si esibiscono. Wow, interessantissimo.
No, sul serio, lo leggereste? Manca qualcosa, la trama sembra incompleta. Questo perché il luogo e il tempo è infinitamente più importante per definire i personaggi di quanto non si dica. Un adolescente nel medioevo era già sposato, nel ventesimo secolo va a scuola. In Giappone guarderebbe il baseball, in italia il calcio. La psicologia del personaggio, quello che può fare e non fare, la sua vita, è influenzata profondamente dal posto in cui si trova. Bisogna renderlo chiaro, altrimenti il lettore faticherà a comprendere e l'ultima volta che ho controllato nessuno leggeva fumetti per risolvere puzzle di logica.
Per questo lo sfondo ci viene in aiuto. Immediatamente si rende riconoscibile il luogo e il tempo e si colloca subito la storia.
Non meno importante, il lettore deve capire che cosa sta succedendo, non basta fare un quadrato nel muro per far capire che il personaggio guarda fuori dalla finestra, la finestra ha la cornice.
Ora però sembra un quadro. Aggiungiamo la maniglia.
Certo che è misera. Aggiungiamo i riflessi...
Però ora pare fluttuare, allora la incassiamo nel muro... Ora la finestra è dettagliata ma il muro è bianco... Mettiamo un paio di poster.
Solo poster? Aggiungiamo almeno una scrivania... Magari non vuota... Uno scaffale...
Ora li mettiamo a confronto.
Quale si capisce meglio tra le due? Quale ha più atmosfera? Capite quindi che per fare un bel disegno, un bel fumetto, tocca fare un po' di sfondi. Prendetela come una pratica zen, liberatevi dall'antipatia e cercate di fare un bel disegno.
Però i miei sfondi sembrano ospedali...
Normalissimo: è perchè non facciamo abbastanza attenzione ai dettagli. Prima di fare uno sfondo a memoria, prendete una foto del genere di posto che volete rappresentare. Guardate bene ogni elemento, non il posto come insieme, ma proprio le varie parti che rendono un posto riconoscibile: se è un negozio, o una casa, o un ufficio... La disposizione dell'arredamento, le decorazioni all'esterno, il tipo di struttura, cambia molto da luogo a luogo, non sono tutti parallelepipedi coi muri bianchi.
Mettete di voler disegnare un konbini... Non basta fare una porta con sopra l'insegna "konbini", anzi la regola nel disegnare sfondi è non usare le scritte, perché le scritte vanno a distogliere il lettore dal dialogo e impigriscono chi le usa eccessivamente.
Dissezionate l'arredamento, e cercate di disegnare in modo riconoscibile i vari elementi, dal tipo di porta che viene usato, alle pubblicità all'esterno e ai cestini, le bici poggiate contro il muro o i passanti sul marciapiede... Sono tutti elementi che rendono il posto vivo, abitato, credibile. Dovete far credere al lettore che quel posto esiste, o non si calerà mai nella storia e voi, per sola pigrizia, avrete perso lettori. Se continua a sembrare troppo bianco, aggiungete dei mattoni a vista. I retini dovrebbero fare il resto.
Però non mi piace disegnare gli sfondi...
Per rendere più leggero il compito di disegnare sfondi, trovo divertente nascondere luoghi o persone che conosco. Usare posti che avete visto o conoscete bene, storpiare nomi delle marche degli oggetti, aggiungere cameo di personaggi degli anime tra i peluche di una stanza o anche i vostri amici tra i tavoli di un ristorante... Non è più divertente rendere il vostro manga esclusivo?
Insomma, divertitevi anche un po', perché la soddisfazione sarà immensa ugualmente alla fine di uno sfondo.
Se ancora non vi piace, rileggetevi la parte delle motivazioni, e fatevi entrare bene in testa che non facendone mai, i vostri lettori si stancheranno presto di dover capire da soli in che posto siano i personaggi, e un fumetto senza lettori non va avanti!
Ma l'autore X non li disegna mai!
E FA MALE!!! Sarà anche il capolavoro del secolo, ma è un capolavoro di qualità scadente. Siate sinceri: disegnate per fare belle cose, o per sentirvi dire che siete bravi? Beh in entrambi i casi lo sfondo serve, e solo perché "questo e quell'altro che sono famosi" non li disegnano, non significa che voi siate al loro livello!
Insomma, mettetevi l'animo in pace. Non ci sono scuse. E se ancora non li volete disegnare, non posso più far nulla per voi.
Per finire, mettiamoci in testa che la prospettiva *GASP* non è difficile. Eh. No, non lo è. Prendetevi un attimo per assimilare la notizia, bevetevi un succo di frutta che vi fanno bene le vitamine, e tornate a leggere quando avrete compreso il concetto che la prospettiva in realtà non è difficile.
Prendete due punti e tutto viene portato a puntare su uno o sull'altro. Tutto qui. È molto più facile di, per esempio, fare una posa con un'angolazione dal basso, perchè si tratta di logica. La prospettiva una volta capita è logica e semplice, e non è assolutamente così impossibile da fare come dicono. È solo noiosa, che è diverso!
Quindi ora, tutti a studiarsi la prospettiva e, se volete, caricate le immagini da qualche parte e linkate nei commenti! Sosteniamoci nella noia!!
Sono pronta a ricevere suggerimenti sul prossimo argomento della sezione domande e risposte, fatemi sapere le vostre curiosità nei commenti!
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martedì 2 luglio 2013
martedì 18 giugno 2013
Usagi Drops
Voglio cominciare la sezione recensioni da Usagi Drops, una serie di Yumi Unita.
La traduzione italiana lascia un po' a desiderare, più spesso del consentito confondono i balloon, e a volte se ne fregano altamente e traducono cose senza senso, cambiando un pennino in una piuma... Ma non riesce a rovinare questo fumetto sorprendentemente potente.
Genere: Non è uno Shoujo ne' uno Shounen, è l'equivalente giapponese di una graphic novel. Parla di vita vera ed è al contempo assurdo e sincero, non fa che migliorare e mi stupisco ad ogni volume di quanto bene scorra una storia che non è resa complicata, pur essendo difficile.
Trama: Parla di Daikichi, un trentenne che si sobbarca la responsabilità di crescere Rin, figlia di suo nonno. Nata da una relazione tra l'anziano vedovo e una donna assente (non fate spoiler!) la bimba non ha nessuno a cui appoggiarsi nel momento in cui il nonno muore, e nessuno dei parenti osa portarsi in casa Rin per via del suo comportamento evidentemente disturbato. Viene bollata come una bimba problematica per via dell'ovvio trauma e Daikichi, nel disgusto di vedere una bambina di età prescolare venire abbandonata a quella maniera, d'impulso se la prende in casa.
Così comincia la storia, e la dinamica tra un'uomo che deve improvvisamente diventare padre per una bambina che è piombata all'improvviso nella sua vita, e scopre le gioie e i dolori di essere un genitore... E che i genitori sono ovunque.
Insomma, un destino improvviso per il quale non si è assolutamente preparati, e con la vita di una persona sulle spalle. Mostra per lo più scene quotidiane, quasi mai straordinario, ma il suo ritmo scandito e la costante meraviglia di Daikichi per le piccole cose che scopre lo rende un manga di sorprendente realismo.
Premesse per leggerlo: Non penso sarà una sezione che userò spesso, ma c'è bisogno di spiegare che in Giappone tra i 25 e i 30 anni ci si sposa, e tra i 30 e 35 si fa un figlio. Così funziona la loro società.
Questa informazione vi serve perchè nel fumetto non viene spiegato, ma Daikichi è "in ritardo" sulla tabella di marcia, essendo trentenne e non ancora sposato, quindi è un po' pressato e un po' alienato, e spiega pure come mai quando viene visto con una bimba nessuno se ne meraviglia. Rischiano di sembrare buchi nella trama, ma in realtà è solo la traduzione che non mette nemmeno una nota a piè pagina su questi temi che sono troppo giapponesi per essere capiti al volo.
Target: Non ci sono state scene esplicite per ora (in italia sono usciti si e no 3 volumi su 10 per ora) e non penso ce ne saranno. Anche il linguaggio non è volgare, ma comunque non lo consiglio ai minori di 20 anni perchè è molto "adulto" nei temi, nei ritmi, e nelle esposizioni dei fatti. Trovo anche molto difficile immedesimarsi nel personaggio di Daikichi e nei suoi problemi, nonostante lui sia molto europeo nel cuore, ed è anche per questo che lo consiglio a un pubblico più adulto. Comunque, per chi come me adora avere una finestra sull'anima degli umani, Usagi Drops è un assoluto must.
La traduzione italiana lascia un po' a desiderare, più spesso del consentito confondono i balloon, e a volte se ne fregano altamente e traducono cose senza senso, cambiando un pennino in una piuma... Ma non riesce a rovinare questo fumetto sorprendentemente potente.
Genere: Non è uno Shoujo ne' uno Shounen, è l'equivalente giapponese di una graphic novel. Parla di vita vera ed è al contempo assurdo e sincero, non fa che migliorare e mi stupisco ad ogni volume di quanto bene scorra una storia che non è resa complicata, pur essendo difficile.
Trama: Parla di Daikichi, un trentenne che si sobbarca la responsabilità di crescere Rin, figlia di suo nonno. Nata da una relazione tra l'anziano vedovo e una donna assente (non fate spoiler!) la bimba non ha nessuno a cui appoggiarsi nel momento in cui il nonno muore, e nessuno dei parenti osa portarsi in casa Rin per via del suo comportamento evidentemente disturbato. Viene bollata come una bimba problematica per via dell'ovvio trauma e Daikichi, nel disgusto di vedere una bambina di età prescolare venire abbandonata a quella maniera, d'impulso se la prende in casa.
Così comincia la storia, e la dinamica tra un'uomo che deve improvvisamente diventare padre per una bambina che è piombata all'improvviso nella sua vita, e scopre le gioie e i dolori di essere un genitore... E che i genitori sono ovunque.
Insomma, un destino improvviso per il quale non si è assolutamente preparati, e con la vita di una persona sulle spalle. Mostra per lo più scene quotidiane, quasi mai straordinario, ma il suo ritmo scandito e la costante meraviglia di Daikichi per le piccole cose che scopre lo rende un manga di sorprendente realismo.
Premesse per leggerlo: Non penso sarà una sezione che userò spesso, ma c'è bisogno di spiegare che in Giappone tra i 25 e i 30 anni ci si sposa, e tra i 30 e 35 si fa un figlio. Così funziona la loro società.
Questa informazione vi serve perchè nel fumetto non viene spiegato, ma Daikichi è "in ritardo" sulla tabella di marcia, essendo trentenne e non ancora sposato, quindi è un po' pressato e un po' alienato, e spiega pure come mai quando viene visto con una bimba nessuno se ne meraviglia. Rischiano di sembrare buchi nella trama, ma in realtà è solo la traduzione che non mette nemmeno una nota a piè pagina su questi temi che sono troppo giapponesi per essere capiti al volo.
Target: Non ci sono state scene esplicite per ora (in italia sono usciti si e no 3 volumi su 10 per ora) e non penso ce ne saranno. Anche il linguaggio non è volgare, ma comunque non lo consiglio ai minori di 20 anni perchè è molto "adulto" nei temi, nei ritmi, e nelle esposizioni dei fatti. Trovo anche molto difficile immedesimarsi nel personaggio di Daikichi e nei suoi problemi, nonostante lui sia molto europeo nel cuore, ed è anche per questo che lo consiglio a un pubblico più adulto. Comunque, per chi come me adora avere una finestra sull'anima degli umani, Usagi Drops è un assoluto must.
lunedì 10 giugno 2013
Perchè le fanart piacciono?
Questa è una domanda che tormenta le notti insonni degli artisti.
"perché a nessuno piacciono i miei disegni e mettono mi piace a quel disegno di Naruto fatto male?"
"è popolare solo perché è una fanart!"
"quelli che amano le fanart sono tutti idioti!!"
"le fanart sono una scorciatoia, chi le fa è un lavativo!"
Sono tutte frasi che abbiamo sentito da qualche parte, magari le abbiamo anche partorite noi a volte, ed è comprensibile, e magari ci siamo convinti che le fanart sono davvero il male. Ma facciamo un passo indietro, e poniamoci una domanda.
Perché le fanart piacciono?
Perché il personaggio è conosciuto. Grazie Capitan Ovvio direte voi, ma aspettate. Non abbiate fretta. Il fatto che il personaggio è conosciuto, non significa che sfrutti la popolarità del fumetto. Certo, più è popolare il manga e più cuori, pollici, stelline e simboli di apprezzamento riceverà, ma... Pensateci un attimo, perché si dovrebbe mettere mi piace a un personaggio? Solo perché lo hai visto su un poster? Quelli che ragionano così sono molti meno di quanti pensiate.
La verità è che le fanart vendono perché chi le guarda conosce già il personaggio, conosce già la sua storia ed è emotivamente collegato al personaggio.
Per questo le fanart sono popolari. Perché un personaggio qualsiasi che si rilassa sul prato non ha alcun significato per chi lo osserva, è un estraneo ai loro occhi, e chi si ferma a guardare un estraneo? Ma mettiamoci ad esempio Rufy e tutti si infiammano di passione. Quello è Rufy, non è un estraneo, è Rufy! Il mio nakama! So tutto della sua vita, mi ha insegnato tante cose, è Rufy e mi piace tantissimo che sia stato disegnato mentre si rilassa sul prato.
Come reazione è naturalissima... Perché la differenza è il legame di conoscenza che si crea tra il personaggio e il lettore, che nelle fanart semplicemente c'è già.
Ma allora come faccio a far sì che i miei disegni piacciano?
Dovete creare un collegamento tra il lettore e il personaggio. Rendete quel personaggio un loro amico, anche se per pochi minuti, e raccontate la sua storia attraverso l'immagine. Invece di disegnare il personaggio che si rilassa nel prato con gli occhi chiusi e il prato vuoto, perché non disegnarlo con gli occhi socchiusi, spiando la luce che filtra dai rami, magari con la bicicletta lasciata accanto e i resti di un panino, una bottiglietta, una goccia di sudore sulla fronte? Ci racconta immediatamente che è una giornata calda, che il personaggio è montato in sella con un panino e una bottiglia d'acqua, s'è fatto una scampagnata e ha raggiunto la collina erbosa dove s'è steso dopo la merenda, osservando le fronde muoversi, ascoltando il silenzio.
Adesso lo conosciamo, il personaggio. C'è un legame emotivo. E tutti quelli che hanno fatto la stessa cosa, o vorrebbero farla, capiscono i sentimenti del personaggio, magari lo invidiano pure o addirittura decidono di fare una cosa del genere alla prima occasione. Non è molto meglio? Il compito di un disegno non è essere solo carino da guardare, ma di suscitare qualcosa, che sia curiosità, relax, o confusione non importa, diamo un senso a quello che viene visto, altrimenti sarebbe come leggere una lunga riga di lettere scombinate:
aeopotnmrbweàoibsb!nl-rtoitbtòsbòugbglsòieywdarasrtrbiubtktbruigfnlnabvkruebea
Cosa avete provato? Ve lo dico io: nulla. Scommetto non avete nemmeno letto tutto il testo. Perché? Perchè è noioso, piatto, scombinato e soprattutto senza senso.
Quindi la prossima volta che disegnate un'illustrazione, dategli un senso!
Allora ammetti che chi fa fanart usa una scorciatoia?
Può sembrarlo ma non lo è, fare fanart è un po' rischioso e un po' limitante. Che non è proprio quel che si cerca in una scorciatoia, giusto?
Quindi... Lo faccio o no???
Questo lo dovreste decidere da voi, ma se proprio volete un consiglio... Perché non un po' di entrambi?
"perché a nessuno piacciono i miei disegni e mettono mi piace a quel disegno di Naruto fatto male?"
"è popolare solo perché è una fanart!"
"quelli che amano le fanart sono tutti idioti!!"
"le fanart sono una scorciatoia, chi le fa è un lavativo!"
Sono tutte frasi che abbiamo sentito da qualche parte, magari le abbiamo anche partorite noi a volte, ed è comprensibile, e magari ci siamo convinti che le fanart sono davvero il male. Ma facciamo un passo indietro, e poniamoci una domanda.
Perché le fanart piacciono?
Perché il personaggio è conosciuto. Grazie Capitan Ovvio direte voi, ma aspettate. Non abbiate fretta. Il fatto che il personaggio è conosciuto, non significa che sfrutti la popolarità del fumetto. Certo, più è popolare il manga e più cuori, pollici, stelline e simboli di apprezzamento riceverà, ma... Pensateci un attimo, perché si dovrebbe mettere mi piace a un personaggio? Solo perché lo hai visto su un poster? Quelli che ragionano così sono molti meno di quanti pensiate.
La verità è che le fanart vendono perché chi le guarda conosce già il personaggio, conosce già la sua storia ed è emotivamente collegato al personaggio.
Per questo le fanart sono popolari. Perché un personaggio qualsiasi che si rilassa sul prato non ha alcun significato per chi lo osserva, è un estraneo ai loro occhi, e chi si ferma a guardare un estraneo? Ma mettiamoci ad esempio Rufy e tutti si infiammano di passione. Quello è Rufy, non è un estraneo, è Rufy! Il mio nakama! So tutto della sua vita, mi ha insegnato tante cose, è Rufy e mi piace tantissimo che sia stato disegnato mentre si rilassa sul prato.
Come reazione è naturalissima... Perché la differenza è il legame di conoscenza che si crea tra il personaggio e il lettore, che nelle fanart semplicemente c'è già.
Ma allora come faccio a far sì che i miei disegni piacciano?
Dovete creare un collegamento tra il lettore e il personaggio. Rendete quel personaggio un loro amico, anche se per pochi minuti, e raccontate la sua storia attraverso l'immagine. Invece di disegnare il personaggio che si rilassa nel prato con gli occhi chiusi e il prato vuoto, perché non disegnarlo con gli occhi socchiusi, spiando la luce che filtra dai rami, magari con la bicicletta lasciata accanto e i resti di un panino, una bottiglietta, una goccia di sudore sulla fronte? Ci racconta immediatamente che è una giornata calda, che il personaggio è montato in sella con un panino e una bottiglia d'acqua, s'è fatto una scampagnata e ha raggiunto la collina erbosa dove s'è steso dopo la merenda, osservando le fronde muoversi, ascoltando il silenzio.
Adesso lo conosciamo, il personaggio. C'è un legame emotivo. E tutti quelli che hanno fatto la stessa cosa, o vorrebbero farla, capiscono i sentimenti del personaggio, magari lo invidiano pure o addirittura decidono di fare una cosa del genere alla prima occasione. Non è molto meglio? Il compito di un disegno non è essere solo carino da guardare, ma di suscitare qualcosa, che sia curiosità, relax, o confusione non importa, diamo un senso a quello che viene visto, altrimenti sarebbe come leggere una lunga riga di lettere scombinate:
aeopotnmrbweàoibsb!nl-rtoitbtòsbòugbglsòieywdarasrtrbiubtktbruigfnlnabvkruebea
Cosa avete provato? Ve lo dico io: nulla. Scommetto non avete nemmeno letto tutto il testo. Perché? Perchè è noioso, piatto, scombinato e soprattutto senza senso.
Quindi la prossima volta che disegnate un'illustrazione, dategli un senso!
Allora ammetti che chi fa fanart usa una scorciatoia?
Può sembrarlo ma non lo è, fare fanart è un po' rischioso e un po' limitante. Che non è proprio quel che si cerca in una scorciatoia, giusto?
Primo, dovete pensare al personaggio e a come si comporterebbe nella situazione in cui l'avete messo, quindi si deve conoscerlo ed esserci affezionati.
Secondo, dovete disegnarlo perfettamente uguale al manga o i fans se la prenderanno, magari addirittura adattare lo stile a quello dell'autore. C'è da andarci coi piedi di piombo ad alterare qualcosa.
Terzo, le fanarts o le fanfiction o le doujinshi essendo appoggiate a personaggi già creati, non vi fanno crescere come autore ne' vi abituano a creare personaggi.
Non peggiora per forza chi le fa, ne' i fanartist sono peggiori degli artisti "normali", anzi spesso sono parecchio bravi e sono loro quelli che guadagnano popolarità... E la popolarità è importante nel mondo artistico.
In ultima analisi, fare fanart porta sì popolarità ma è anche una scelta rischiosa, perché può portare a disabituarsi ad usare personaggi propri e compromettere il miglioramento dei rapporti personaggi/lettori.
Insomma, fare fanart è una scelta, ma come tale va rispettata e insultare un fanartist non vi porterà niente di niente, sarete solo persone più tristi di prima perché non sarete (ovviamente) riusciti a smontare l'oggetto delle vostre invidie.
Quindi... Lo faccio o no???
Questo lo dovreste decidere da voi, ma se proprio volete un consiglio... Perché non un po' di entrambi?
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